Il Parlamento Europeo approva il Data Act: spinta all’IA o addio alla privacy?

Con 500 voti favorevoli, è stato approvato martedì 14 marzo 2023 dal Parlamento Europeo, il Data Act, misura che si inserisce nella strategia di digitalizzazione del mercato unico.

Dalla constatazione che l’80% dei dati industriali non viene concretamente utilizzato e che, ad oggi, gli utenti non hanno pieno controllo dei dati che vengono generati, il provvedimento si pone come obiettivi principali:

i) garantire un’efficiente interoperabilità tra i diversi soggetti, sia pubblici che privati (B2G e B2B), con la creazione di un mercato unico per lo scambio e il riutilizzo dei dati;

ii) stabilire chi ha il diritto di utilizzare i dati, a quali condizioni e su quali basi, con correttivi allo squilibrio contrattuale che ostacolano un accesso equo ai dati e al loro utilizzo (soprattutto in ottica B2b);

iii) favorire il libero accesso da parte degli utenti (B2C);

iv) impedire trasferimenti illeciti, consentiti solo in caso di “alti livelli di fiducia”.

Tali misure sono state pensate per rafforzare la base industriale UE, con uno stimolo allo sviluppo tecnologico, in particolare in ambito IA, dove sono necessarie grandi quantità di dati per la creazione di algoritmi.

Salutata con favore da una gran parte degli operatori economici che hanno fatto pervenire le proprie osservazioni alla Commissioni, tale proposta non ha mancato di suscitare critiche e c’è anche chi ha parlato di un addio al diritto alla riservatezza.

Qui il link per il testo della proposta in italiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *